Uomini che approfittano del senso di colpa delle donne
A Nicoletta piacevano i silenzi di Egidio, quei silenzi che a volte fanno sentire una donna mancante di qualcosa, quasi in colpa, e quindi costretta a rimediare. In realtà Egidio, al di fuori del suo autobus di linea con cui lavorava non sapeva un cazzo di niente e gli sembrava fuori luogo dirle cose tipo: “sai che quando curvo a destra sento un cigolio strano? saranno mica i passeggeri che mi spostano la convergenza mettendosi da un lato?”. Insomma, Egidio era un po’ come Trump o Biden: o gli si scrivevano le cose o non sapevano cosa dire.
Lo vedeva al bar del deposito degli autobus, dove lei lavorava come segretaria, c’era anche Giorgio, che a sua volta era innamorato di lei, ma a lei non piaceva, troppo espansivo. Finché un giorno Egidio in pausa pranzo le disse: “mi han cambiato percorso con l’autobus” purtroppo Nicoletta a causa di una forte raucedine non disse niente ed Egidio se ne andò pensando: “l’avevo detto io che non le fregava niente del mio autobus”.
Quindi Giorgio che comprese che Nicoletta doveva espiare il senso di colpa nei confronti di Egidio, ne approfittò e la invitò a cena per la sera, e lei accettò come forma di espiazione per non aver parlato con Egidio, accettò malgrado avesse un fortissimo mal di gola e terrore di prendere freddo. Ovviamente Giorgio si organizzò, e vista la stagione fredda, oltre al riscaldamento a palla aveva nascosto nel sedile posteriore due stufette al Neon e un estintore, alimentati da un generatore nel portabagagli. Quindi, con un bel 40 gradi l’andò a prendere sotto casa mentre sul cruscotto spuntavano i primi frutti tropicali.
Durante la cena, Giorgio fece di tutto per colpirla; si versò subito del vino per atteggiarsi a Sommelier: “ah, buon perlage, fruttato quanto basta e…”, proprio mentre il cameriere stava finendo di sparecchiare per i clienti precedenti, portandogli via anche la bottiglia di aceto fruttato. Giorgio sorrise fingendo di aver scherzato mentre l’aceto cominciava ad asfaltargli i pochi villi intestinali risparmiati dalla gastrite. Ma Giorgio non si scoraggiò, voleva sembrarle colto e quindi con una mano sulla fronte e Wikipedia in mezzo alle gambe, le parlò dal reddito pro-capite dello Zambia, fino ad elencargli le varianti della zanzara tigre. Lei sospettò qualcosa quando lui disse anche; “errore 404, pagina non trovata”.
Insomma, per farla breve, quando riportò Nicoletta sotto casa, lui spense la macchina e cercò di baciarla. Lei naturalmente non ne aveva nessuna intenzione, ma essendo una ragazza molto timida e con un gran senso di colpa e bisogno di espiazione, per cambiar discorso Nicoletta chiese a Giorgio di spostare la macchina per non far sentire la musica a palla Rapper-Trapper ai vicini, mentre lui già pregustava un bacio con la lingua pieno di saliva, anche per diluire l’aceto bevuto.
Fu così che mentre Giorgio spostava la sua Ford Ka Plus, con 13 rate già pagate, non vide quei dispositivi per parcheggi privati e ne sradicò uno rompendo la coppa dell’olio. Quando Nicoletta vide Giorgio piangere come un bambino guardando la sua macchina ormai inservibile, si senti molto in colpa per non averlo baciato! Nicoletta allora offrì a Giorgio usando la sua macchina e che poi il giorno dopo sarebbe tornato ad aggiustare la sua rotta. Mentre Nicoletta accompagnava a casa Giorgio, lui sembrava triste, mentre Nicoletta continuava a ripetere: “è colpa mia che ti ho detto di spostare la macchina”. Giorgio si fermò di colpo e capì che era giunto il momento di approfittare del senso di colpa di lei. Sornione, le disse quindi che doveva scegliere: o passare una notte con i sensi di colpa per avergli indirettamente distrutto la macchina, oppure baciarlo per rimediare al danno fatto, almeno moralmente. Lei non ci pensò neanche un secondo; scese dalla macchina, aprì il portabagagli e con il suo Cric si spacco il suo parabrezza con due colpi secchi. Poi risalì in macchina e coprendosi la gola con un sacchetto della spesa se ne andò dicendogli: “e adesso siamo pari!”. Nicoletta, oltre essersi portata a casa il senso di colpa per aver chiesto di spostare la macchina a Giorgio (pur di non baciarlo), un parabrezza che lei stessa si era rotta per compensare, stette a letto 10 giorni con la febbre alta perché fece anche tutto il viaggio di ritorno mentre cominciava a nevicare e senza parabrezza era come essere in motorino, ma senza casco.
Morale: se per il senso di colpa non te la prendi con gli altri, alla fine te la prenderai con te stessa.